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POLITICA - REGIONALE
data articolo19 luglio 2016

Ericsson, le 4 domande di RSU per il piano industriali ed evitare i licenziamenti

Ericsson, le 4 domande di RSU per il piano industriali ed evitare i licenziamenti
Ericsson, le 4 domande di RSU per il piano industriali ed evitare i licenziamenti
Questa 13sima procedura di mobilità differisce dalle altre per alcuni aspetti: 

- Mette in seria difficoltà la Ricerca e lo Sviluppo in Italia, paese dove la Ericsson vuole partecipare al business messo in campo dal Governo da oggi al 2020 nel settore delle TLC BANDA ULTRALARGA E 5G (con 7 miliardi di investimenti pubblici). Settore, quello delle telecomunicazioni, giudicato strategico.

- Mette in seria difficoltà il sito di Genova. Ericsson acquista Marconi nel 2006 quando i lavoratori erano circa 1100. dopo 12 procedure di mobilità il sito conta 600 dipendenti. Se dovessero uscire ancora 147 lavoratori, si perderebbe il peso della totalità della forza lavoro italiana. 

- Mette in seria difficoltà i lavoratori, che non godrebbero più di ammortizzatori sociali come gli anni precedenti (max 18 mesi di copertura), data la riforma Fornero e l'attuarsi del Jobs Act, per cui tutti coloro che sarebbero licenziati tramite questa procedura, si ritroverebbero, se fortunati, assunti con le nuove regole e quindi con meno tutele. 

La procedura inizia il 13 giugno e, fino al 28 luglio, bisognerebbe trovare un accordo: dopodichè c'è un mese di tempo entro il quale il Ministero del Lavoro (competente secondo la legge del 23 luglio 1991, n. 223, licenziamento collettivo), puù convocare le parti per tentare di giungere ad un accordo (27 agosto). Al termine di questo percorso, l'azienda può inviare le lettere di licenziamento per i successivi 120 giorni.
 
RSU Genova ha chiesto il BLOCCO DELLA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO, per poter essere ascoltati ad un tavolo congiunto al MISE, perchè ci sono le condizioni per parlare di lavoto e non di licenziamenti. 
La politica locale e il prefetto sono "vicini ai lavoratori", tanto che la convocazione al MISE era fissata per il 22 giugno. Poi l'azienda ha rifiutato di partecipare e da quel momento "sono iniziati i balletti per portarci in giro". 

Riteniamo doveroso da parte della politca e PRETENDERE da Ericsson un piano industriale degno di questo nome.

RSU pone all'azienda, alla Regione e al Governo nazionale quattro domande: 

1) A Ericsson: quali sono le sue reali intenzioni per il futuro del sito di Genova? Ha un vero piano industriale da proporre, come richiesto anche dal presidente di Tegione, Giovanni Toti, fin dal 16 giugno scorso?

2) Al presidente Toti: ha mai ottenuto una risposta dall'azienda? Sarà possibile ottenere dal MISE in tempi rapidi la data in cui il Ministero incontrerà i sindacati e l'azienda per discutere quanto chiediamo da 5 settimane?

3) Alle istituzioni locali e nazionali, al Governo, ai vari ministeri: quando si fanno accordi con le aziende, mettendo a disposizione dei finanziamenti pubblici, bisogna ottenere in cambio lavoto e radicamento sul territorio, in base al principio costituzionale della responsabilità sociale delle aziende. Ricordiamo che Ericsson prevede di partecipare agli appalti per la banda ultralarga e il 5G.
Vogliamo sapere quanti dei finanziamenti previsti dall'accordo di programma del 2012, sono stati erogati all'azienda.

4) Ai politici: le dichiarazioni pubbliche e le interrogazioni vengono fatte per avere risposta: con quali tempi? 
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