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POLITICA - REGIONALE
data articolo20 luglio 2012

Province, rischio dissesto: "Modificare i tagli entro giovedì 26"

Province, rischio dissesto:
Province, rischio dissesto: Modificare i tagli entro giovedì 26
Liguria - E’ fissato lunedì 23 alle 10.30, presso la sala giunta della Provincia di Genova (Piazzale Mazzini 2), l’incontro fra i rappresentanti di vertice delle quattro province liguri e i parlamentari eletti in Liguria sul tema, di capitale importanza per la sopravvivenza delle Province, dei tagli previsti dalla ‘spending review’ ai trasferimenti economici dallo Stato alle stesse Province: l’invito rivolto a deputati e senatori liguri dal commissario straordinario della Provincia di Genova Piero Fossati, da quello di La Spezia Marino Fiasella e dai presidenti delle Province di Savona Angelo Vaccarezza e di Imperia Luigi Sappa ha l’obiettivo di chiedere ai parlamentari di farsi parte attiva durante la conversione in legge del decreto sulla spending review, per modificare i criteri previsti dal governo per tagliare i fondi alle Province, che i presidenti e commissari ritengono irrazionali e iniqui, tali da causare un decurtamento di risorse insostenibile.

L’articolo 16 del decreto, infatti (“riduzione della spesa degli enti territoriali”) prevede un taglio dei trasferimenti statali, rispetto al 2011, del 14% nel 2012 (ovvero 500 milioni di euro per tutte le Province italiane) e del 28% nel 2013 (1 miliardo di euro). Un taglio già di per se molto pesante, ma aggravato dal criterio del tutto incongruo e iniquo adottato dal governo per applicare il taglio in ogni singola Provincia: i tagli, infatti, verranno calcolati sulla cosiddetta ‘spesa intermedia’ di ogni Provincia, una voce che in Italia varia molto da una realtà all’altra, e che per le quattro Province liguri è particolarmente alta (per esempio è di 81,9 milioni a Genova, contro i 33,3 milioni di Bologna, Provincia che ha un bilancio paragonabile a Genova): questo accade non perché le province liguri siano particolarmente spendaccione, tutt’altro, ma perché la loro ‘spesa intermedia’, a differenze di quella per esempio delle Province emiliane, comprende in larghissima parte (a Genova ben 56,4 milioni su 81,9) trasferimenti da altri enti, in particolare dalla Regione, ricevuto per svolgere attività cosiddette ‘delegate’ come la formazione professionale e il trasporto pubblico locale, importi che non possono essere ridotti nemmeno di un centesimo perché non sono soldi della Provincia, ma soldi che la Provincia si limita a gestire per conto di altri. La conseguenza è, facendo l’esempio di Genova, che i tagli del 14% nel 2012 e del 28% sul 2013 vengono calcolati su 81,9 milioni, e ammontano quindi a 11, 4 quest’anno e 22,8 milioni l’anno prossimo, ma di fatto dovranno essere fatti non su 81,9 milioni, ma sulla porzione di spesa intermedia al netto delle attività delegate, ovvero su appena 25,5 milioni: quindi nel 2012 alla Provincia restano 14,1 milioni e nel 2013 addirittura 2,7 milioni per svolgere le attività proprie, in primis la manutenzione di 1.100 km di strade provinciali, quella di circa 80 edifici scolastici e l’attività dei centri per l’impiego, che assistono ogni anno 50.000 disoccupati.

I vertici delle Province liguri chiederanno ai parlamentari di modificare il criterio dei tagli, prendendo come base non la spesa intermedia, ma più equamente, le spese delle Province per attività proprie: nel caso di Genova si tratterebbe appunto di 25,5 milioni (dato 2011), e di conseguenza il taglio del 14% nel 2012 ammonterebbe a 3,6 milioni e quello del 28% nel 2013 a 7,1 milioni. Sforbiciate non certo leggere, ma più sopportabili.

Il tempo per agire è brevissimo, dal momento che il decreto approderà in Senato per la conversione in legge giovedì 26 luglio e dovrebbe essere votato (a quando pare con la fiducia) il giorno dopo: le modifiche devono quindi essere concordate dai gruppi parlamentari prima di giovedì.

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