
G8 di Genova - Palazzo Tursi, la maggioranza si ritrae
Nei giorni della ricorrenza dei tragici eventi del luglio 2001, il fronte politico è in fermento, con decisioni che non mancheranno di suscitare aspre polemiche. I rappresentanti del Partito Democratico al Comune di Genova hanno fatto sapere che non vi sarà alcun mortivo di lite sui fatti del G8 e rimettono ogni dichiarazione al sindaco Marco Doria. E' questo l'esito della riunione tenuta ieri sera nella Sala Rossa di Palazzo Tursi, nella quale si è discussa la mozione proposta dalla lista civica dello stesso Marco Doria, sostenuta da SEL e da Rifondazione Comunista. Con sorpresa, proprio il sindaco ha annunciato il ritiro della mozione, ancora prima che fosse messa agli atti. Riguardava in particolare la recente sentenza della Corte di Cassazione che condanna in via definitiva i dirigenti di primo piano della polizia per i tragici fatti della scuola Diaz, avvenuti il 21 luglio 2001. Nel documento, che annota anche riferimenti sulle cariche delle forze dell'ordine durante le manifestazioni di piazza, l’assedio dei black-bloc, le violenze di strada culminate nell’uccisione di Carlo Giuliani, si chiedeva al sindaco e alla Giunta una serie di impegni di valore altamente significativo, fra cui un richiamo ufficiale per le alte cariche dello Stato circa l’opportunità di presentare scuse formali alle persone offese e alla città, oppure chiedere a governo e Parlamento di istituire una commissione d’inchiesta. Vi sarebbe stata anche la richiesta che il sindaco si impegnasse nel riconoscere la cittadinanza onoraria ai cittadini offesi, torturati e ingiustamente arrestati e un controllo affinché le somme riconosciute nelle sentenze civili vengano effettivamente riconosciute alle persone offese.
Una mozione che avrebbe costituito indubbiamente motivo di scontro politico, con il rischio di dividere la maggioranza, che già andata è caratterizzata da un equilibrio decisamente precario ed è divisa al proprio interno su altri importanti temi fra cui il terzo valico ferroviario, e i tagli dei premi ai dirigenti.






