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ECONOMIA - REGIONALE
data articolo19 luglio 2012

Centrale del Latte - Salvare anche la produzione locale di latte

Centrale del Latte - Salvare anche la produzione locale di latte
Centrale del Latte - Salvare anche la produzione locale di latte
Genova - Prosegue senza sosta la battaglia dei sindacati, dei lavoratori e di gran parte della politica genovse e non solo per la difesa dei posti di lavoro alla Centrale del Latte e del marchio storico del "Latte Oro".
Una battaglia nobile e giusta ma che potrebbe aver ben poco peso sui produttori di latte della Liguria, alle prese con una crisi che morde duro e con costi di produzione che sono impensabili per aziende che producano, ad esempio, in pianura.
Sarebbe infatti interessante sapere quale percentuale del "Latte Oro" arrivi esclusivamente dai pascoli della Liguria e quanto viene riconosciuto agli allevatori per produrre un litro di prezioso latte ligure.
Nobile e giusto difendere i lavoratori che rischiano di perdere il posto e altrettanto nobile difendere il marchio storico della Centrale del Latte ma sarebbe altrettanto utile rendere obbligatoria la dicitura, in etichettam, in modo evidente, la provenienza del latte e poter stabilire degli equi compensi per i produttori che non possono certo competere con produzioni "industriali" fatte in stalle dalle enormi dimensioni, su terreni pianeggianti e senza le difficoltà tipiche del nostro territorio.
Sarebbe certamente utile per una giusta difesa dell'economia locale ed un rapporto più sincero con i consumatori che potrebbero decidere di interrompere un rapporto con un prodotto in presenza latte non proveniente dalla Liguria.
Probabilmente la sopravvivenza della Centrale del latte e del suo marchio è legata proprio a questa "rivoluzione" e la difficile situazione economica potrebbe essere risollevata da un rinnovato rapporto con i Consumatori all'insegna della qualità.
E' noto, ad esempio, il successo del "latte crudo", prodotto in allevamenti nostrani e spesso "a chilometri zero" e venduto al prezzo di un euro al litro contro un prezzo quasi doppio di quello venduto dalla Centrale.
Per molti è l'occasione di risparmiare ma per altrettanti è la sicurezza di consegnare agli allevatori un giusto compenso per il loro lavoro nella speranza che si tramuti in maggiore qualità e rispetto per la Natura.
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